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Twitter: prime forme di censura

Twitter, il noto social network, annuncia l’adozione di nuove forme di censura ai tweet degli utenti. Il motivo è evidente ed è legato ai recenti fatti di cronaca che hanno portato alla chiusura di MegaUpload, all’arresto del proprietario Kim Dotcom e alla chiusura di altri siti di file sharing impauriti dal clima attualmente presente in America circa il tema del copyright.

Recentemente sui vari blog di settore si erano rimbalzate notizie circa una gara d’appalto istituita dall’Fbi per una collaborazione con aziende in grado di poter monitorare in tempo reale i canali social: Facebook e Twitter.

Se i due eventi sia collegati non è dato saperlo ma come è successo per Filesonic&Co. la paura è tanta e nel dubbio meglio intervenire prima che arrivi l’Fbi.

La censura applicata non interverrà direttamente sul post o sull’utente ma provvederà “solo” a inibire la visualizzazione di un tweet per gli utenti di un determinato Stato.

Per fare un esempio se io italiano parlo di un argomento illegale per le leggi americane, tutti gli utenti americani non potranno leggere il mio post ma io non mi accorgerò di nulla.

Questo genere di censura fa pensare e ha già sollevato numerose critiche anche perché per ora non è ben chiaro il metro di misura per determinare se un argomento è vietato o meno.

Quello che per ora è noto è che Twitter collabora con la Chilling Effects, società attiva sul Web per cause legali legate alla difesa della proprietà intellettuale e che le prime censure sono state applicate solo in occasioni in cui c’erano in ballo diritti d’autore.

Sebbene la discussione sulle leggi SOPA e PIPA è slittata e ha visto qualche senatore tornare sui suoi passi la paura che ha insinuato continua a mietere vittime.

Dopo questo annuncio gli utenti di Twitter han deciso di agire e si sono accordati su Twitter stesso tramite gli hashtag #TwitterBlackout, #TwitterCensored, e #J28 per fare un boicottaggio di massa.

Parallelamente si è vociferato di attacchi da parte di hacker tramite DDOS sia verso FaceBook che verso Twitter ma tranne qualche down di FaceBook per alcuni utenti non è accaduto nulla di eclatante.

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