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Spagna: Dopo la chiusura di Google News calo del 15%

Spagna: Dopo la chiusura di Google News calo del 15%

Google News e la Spagna

Sono passati solo pochi giorn ma la scomparsa di Google News dal territorio spagnolo pesa come un macigno: le visite effettuate sui siti dei quotidiani spagnoli infatti sono crollate del 15% e questo fa tremare parecchio le piccole testate giornalistiche.

Google News e la sua scomparsa dalla Spagna: conseguenze in Europa

Google News ha dovuto abbandonare definitivamente il territorio spagnolo: il servizio di notizie, costantemente aggiornato e molto sfruttato da parte degli spagnoli, ma anche dagli utenti provenienti dal resto d’Europa e del mondo, sul web spagnolo ha dovuto chiudere i battenti.
Questo per un semplice motivo: la scelta di Google deriva dalla recente approvazione della nuova legge spagnola, che entrerà in vigore il prossimo gennaio, che riguarda le proprietà intellettuali, ovvero il copyright.

Con questa infatti, Google, qualora il servizio di notizie fosse rimasto attivo, si sarebbe trovata a dover pagare una somma di denaro variabile alle varie testate giornalistiche e ai piccoli scrittori ogni qualvolta il link dell’articolo degli stessi fosse stato aggregato in Google News. Come sapete Google News non copia il contenuto dalle fonti ma le aggrega mostrando titolo, immagine e anteprima e rimandando direttamente al sito che ha pubblicato la notizia.

Google News si ritrova dunque privato del suo unico scopo, ovvero quello di mantenere costantemente informati gli utenti di tutto il mondo con le news più interessanti e nuove, appena inserite sul web.

Non avendo infatti un fine di tipo economico, come un guadagno dai banner pubblicitari o dalle visite, Google News non può di certo affrontare queste spese e, di conseguenza, pagare i diritti d’autore agli utenti o testate giornalistiche che condividono i loro articoli sul web.

Prendendo in considerazione dunque questi elementi, Google ha deciso di abbandonare il web spagnolo, almeno per quanto riguarda il servizio News: a partire da lunedì 16 dicembre infatti, il servizio ha smesso di essere attivo sul questa parte del web, e questo purtroppo non ha avuto delle conseguenze piacevoli, dato che le visite sulle testate giornalistiche spagnole sono crollate del 15%.

Questo vuol dire che gli utenti hanno preferito trovare e utilizzare un altro motore di ricerca, o servizio news, che permettesse loro di trovare delle notizie, anche in lingua straniera in maniera semplice, piuttosto che cercare manualmente una particolare notizia nei vari giornali spagnoli.

Tutto ciò fa tremare le piccole testate giornalistiche spagnole, in quanto queste dovranno competere direttamente con tutti i colossi delle notizie, per poter ottenere la prima posizione e dunque tornare ad ottenere (e godere) della visibilità data dalle prime posizioni su Google.

Proprio in merito a questo dato drammatico e poco piacevole, i giornalisti spagnoli, che operano anche sul web, hanno deciso di creare una sorta di petizione, che fermasse questa legge poco utile, la quale non fa altro che danneggiarli: rinunciare al compenso che dovrebbe corrispondere Google inoltre è un altro comportamento messo in pratica da parte degli stessi giornalisti, in cerca di una soluzione per riportare la situazione alla normalità, proprio come qualche settimana fa.

Ma anche nel resto d’Europa, quella che viene definita come battaglia sui diritti d’autore è presente, seppur in maniera differente: in Germania infatti Google News continua ad essere attiva, dopo un esperimento che, dopo sole poche ore, ha messo in ginocchio alcuni siti.

Uno dei più grandi editori tedeschi, infatti, ha deciso di togliere i suoi siti da Google News come protesta ma dopo poco tempo alla luce di una perdita di oltre l’80% delle visite ha abbassato la cresta ed ha reinserito i propri siti in Google News.

Bisogna però sottolineare che gli articolisti ed i giornali possono scegliere se negare o permettere a Google di prendere in prestito i loro testi, e da diversi mesi si parla di Google Tax, ovvero una tassa da far pagare a Google per i diritti d’autore.

Diversa invece la situazione in Belgio e Francia, dove le battaglie si sono concluse in maniera pacifica: Google infatti ha versato denaro nelle casse delle testate giornalistiche, e dello Stato, affinché la stampa possa trasformarsi da classica a digitale, ovvero gli articoli di giornale vengano inseriti direttamente sul web, permettendo a Google di poter prendere le anteprime e inserirle nel suo servizio di Google News.

In Italia la situazione, come quasi da tradizione, è abbastanza ingarbugliata, dato che Agcom avrebbe fatto causa a Google poiché i dati dei traffici delle visite dovrebbero essere pubblici, cosa che Google si rifiuta di fare, mentre la Google Tax, prima approvata, è stata distrutta da Matteo Renzi.

Fortunatamente però, in Italia Google News è ancora presente.

Solo la Spagna dunque ha dovuto rinunciare a Google News, vista la nuova legge prossima in entrata, anche se gli editori spagnoli stanno facendo di tutto pur di evitare la chiusura del servizio, che potrebbe creare solo danni, e arrivare ad un compromesso proprio come accaduto negli altri Paesi europei.

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  • Matteo Pietri

    Google per interessi anche privati contribuisce a tener in piedi i giornali e questi vogliono rinunciare alla pubblicità che google gli offre con News ? ora tenetevi un calo sensibile di accessi e quindi meno entroiti per la pubblicità

    • concordo in pieno. Invece che vedere il grande vantaggio che è Google News per tutti gli editori, come al solito,viene visto solo il lato che li fa sentire minacciati.. Minacciati di cosa poi?
      Si tengano le loro scelte, così capiranno a cosa hanno detto di no.. Il caso del tedesco di bild è stato abbastanza eloquente.. mesi a fare la voce grossa con Google fino alla mossa di togliere da Google News tutti i suoi giornali. Dopo una settimana gli investitori hanno obbligato il rientro visto che avevano perso visite per quasi l’80%.

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