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Facebook: Privacy A Rischio
Facebook e la privacy a rischio

Facebook: Privacy A Rischio

Il social network più famoso al mondo sembra non avere tregua: che si tratti di belle notizie o accuse è sempre al centro di rumors e del gossip tecnologico. Facebook è al centro di nuovi rumors in merito alla questione privacy: sembra infatti che il social utilizzi la nostra posizione per suggerirci nuove amicizie.

Prima le smentite e poi le conferme: secondo le indiscrezioni di un articolo uscito su Fusion si sosteneva la tesi secondo cui Facebook utilizzasse i dati della geolocalizzazione per suggerirci gli amici che potremmo conoscere.
La privacy di ogni utente è quindi di nuovo esposta e a rischio dato che tutti i consigli dei contatti che potremmo conoscere usano tutti i nostri check- in e tutti i luoghi i cui postiamo i vari contenuti. Un vero e proprio stalker che non aspetta altro le nostre mosse per rubare dati. Secondo Fusion i suggerimenti ci vengono dati “illecitamente”, abusando quindi dei dati sulla posizione e andando oltre il loro fine commerciale.

Ossia? Cosa significa nello specifico?

La sezione “Persone che potresti conoscere” non utilizza indici reali ( ossia in base ad amici in comune e in base ai nostri interessi) bensì utilizza dati ricavati dall’utilizzo e dai luoghi in cui ci registriamo,
Il rischio iù grosso che corriamo è quello di avere come suggerimenti persone e contatti sgraditi e inappropriati.

Fusion riporta un esempio molo chiaro: un uomo aveva partecipato ad un incontro fra genitori di adolescenti con tendenze suicide e il giorno successivo si è ritrovato tra i suggerimenti delle amicizie uno dei genitori che aveva incontrato in quel luogo. Nulla di strano? Questo esempio dovrebbe farci riflettere su come Facebook monitora ogni nostro passaggio, che siamo online o offline.

Facebook ha spiegato che “la posizione è solo uno dei fattori che utilizziamo per suggerire alle persone altri contatti che potrebbero conoscere“. E dopo le valanche di polemiche ha ribadito, spiegando di aver “approfondito la questione e capito che le informazioni sulla localizzazione non sono utilizzate a quello scopo“.

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