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Target: rubati oltre 70 milioni di dati sensibili

Target: rubati oltre 70 milioni di dati sensibili

Target: Rubati 70 milioni di dati sensibili dallo storeIn un momento di grandi innovazioni tecnologiche e nuovi sistemi di sicurezza continuano ad imperversare i furti di dati personali da parte di hacker, soprattutto negli Stati Uniti d’America dove i pirati informatici diventano ogni giorno più abili e pericolosi.

La nota azienda di vendita al dettaglio Target ha quantificato il numero dei propri clienti vittime del furto dei propri dati personali dopo i recenti attacchi hacker ai server dell’azienda. Sono più di 70 milioni i soggetti vittime del furto dai database della Target.

Nel corso degli ultimi tre mesi i server della Target hanno subito un massiccio attacco di pirateria informatica che ha provocato oltre al furto dei dati anagrafici, anche quello dei numeri di carte di credito, numeri telefonici e indirizzi e-mail.

Le ultime notizie affermano che ad essere coinvolti, sono stati i dati di tutti i clienti dell’azienda.

Già durante la metà di dicembre erano giunte notizie riguardanti questo attacco perpetrato da pirati informatici e all’epoca si  stimavano circa 40 milioni di furti di dati personali. A causa di queste prime notizie l’azienda americana ha subìto oltre ad un grosso danno d’immagine, anche un enorme danno economico, avendo visto crollare le proprie vendite natalizie, ammontanti a circa il 30% o il 40% delle vendite di tutto l’anno.

Negli ultimi anni sono stati molteplici i casi che hanno visto grandi aziende subire offensive da parte di pirati informatici allo scopo di rubare i dati dei clienti, fra tutte Sony e Adobe, quest’ultima pochi mesi fa.

Tante persone si chiedono il perchè di questi furti, a che pro rubare i dati sensibili dei clienti di queste aziende?

Prima di tutto mediante il furto dei dati anagrafici si possono perpetrare furti d’identità, allo scopo di compiere atti illeciti senza rischiare di essere identificati. Inoltre mediante i numeri delle carte di credito è possibile clonare queste ultime, avendo così modo di compiere furti per diversi milioni di dollari (o euro).

Questi furti oltre a danneggiare i singoli cittadini, arrecano degli enormi danni alle aziende che ne sono vittime. Infatti adesso che Target è stata bersaglio di questo enorme furto ha subito un danno di immagine che si è ripercosso in maniera pesantissima a livello economico.

Questo è dovuto al fatto che gli utenti, aggiornati dalle cronache circa le violazioni, vengono giustamente presi dal timore di venir danneggiati e quindi difficilmente si rivolgeranno ad essa per i loro acquisti, preferendo così altre aziende “più sicure”.

Purtroppo poche persone si rendono conto che acquistando su internet si corrono questo tipo di rischi a prescindere dall’azienda cui si rivolgono, poichè oggi è stata Target ad essere presa di mira, domani sarà un’altra azienda. D’altronde l’evoluzione dei sistemi di sicurezza procede a rilento rispetto alla crescita delle abilità e delle conoscenze dei pirati informatici.

Ricapitolando, Target è solo l’ultima delle grandi aziende e dei grandi enti ad essere vittima di attacchi hacker, con il furto di dati personali di decine di milioni di persone.

Ci si chiede come mai nel 2014, in una situazione in cui si può effettuare qualsiasi tipo di operazione mediante l’uso di internet sono ancora troppi i rischi derivanti dalle offensive dei pirati informatici, troppi sono i server violati e le banche dati che hanno visto accedere persone non autorizzate.

I rischi per la sicurezza informatica sono ancora troppo elevati e nonostante i progressi il tema sicurezza resta ancora, molto spesso, in secondo piano nei business plan delle grandi aziende.

Forse sarebbe meglio che quest’ultime investissero di più in sistemi di sicurezza in grado di tutelare meglio la privacy e i dati sensibili di loro stesse e dei loro clienti.

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