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Riot: la tua privacy non è più al sicuro

Riot: la tua privacy non è più al sicuro

nemico-pubblico-will-smithUltime novità per la sicurezza della nostra privacy. Nell’era di Facebook e Twitter è sempre più difficile riuscire a nascondere i propri spostamenti e le proprie idee; sono infatti poche le persone che hanno desistito dal creare un account con lo scopo di conservare la propria privacy e star lontani da occhi indiscreti.

Continuamente vengono creati software che funzionano come l’occhio del Grande Fratello. E’ recente la notizia appresa sul quotidiano Guardian riguardo la creazione di un software spia, Riot, da parte di una multinazionale americana, la Raytheon.  Lo scopo primario è quello di schedare, monitorare spostamenti e creare previsioni sulle azioni future delle persone, attraverso l’accesso alle informazioni contenute sui social network.

Riot ha tuttavia sollevato molte polemiche: la Raytheon si è difesa spiegando di non aver venduto il software ma che la tecnologia sia stata solamente condivisa con il governo statunitense al sol fine di creare un sistema di sicurezza.

In molti paesi l’estrazione delle informazioni dai siti web pubblici è una pratica del tutto legale: se quindi da un lato è possibile salvaguardare e diminuire i possibili omicidi, cercando di prevedere le azioni dei presunti killer dall’altro si alzano discussioni riguardo la violazione del diritto alla privacy.

Di seguito il video di The Guardian:

E qui, invece, un invito a rivedere un nostro vecchio post che dimostrava la poca sicurezza della nostra privacy nell’era dei social network.

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