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No alle prostitute su LinkedIn: cambiano i termini d’uso

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No alle prostitute su LinkedIn: cambiano i termini d’uso

No alle prostitute su LinkedIn: cambiano i termini d’uso

È il più longevo dei social network ancora attivi, stiamo parlando di LinkedIn, la piattaforma dedicata ai professionisti in cerca di visibilità. Punto di riferimento per il mondo del lavoro, il portale ha deciso di bandire chi esercita la professione di prostituta. Un’esclusione resa esplicita solo con l’ultimo aggiornamento dei termini d’uso, sebbene non si tratti di una novità assoluta.

È in effetti da 10 anni, ovvero dal suo arrivo sul Web, che LinkedIn vieta agli utenti l’uso del proprio profilo per avviare attività illegali. Tuttavia un chiarimento era necessario, visto che in alcuni Paesi la prostituzione è divenuta legale: l’utente così si dovrà impegnare  a non «caricare, pubblicare, inviare email, trasmettere o mettere a disposizione in altro modo oppure dare inizio a qualsiasi contenuto che […] Anche se fosse legale nel luogo in cui Lei si trova, creare profili o fornire contenuti che promuovono servizi escort o prostituzione».

Insomma, su LinkedIn non troverete la escort che stavate cercando, e neppure altre atri professionisti di servizi a carattere sessuale. Meglio cercare altrove. 

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