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Le “Olimpiadi dei giovani scienziati” 2012 all’Intel Isef di Pittsburg

Direttamente dagli stand della finale dell’Intel Isef 2012, ecco le “Olimpiadi dei giovani scienziati”, il grande evento che si è da poco tenuto a Pittsburgh, un piccolo capoluogo della Pennsylvania, cui hanno partecipato ben 1.500 ragazzi, tra i 14 ed i 20 anni, che dopo una lunga serie di selezioni territoriali, regionali e nazionali, hanno presentato un migliaio di progetti dagli Stati Uniti e 500 da praticamente tutto il resto del mondo!

Il più importante concorso di ricerca scientifica esistente ove si sono sfidati a suon di idee e progetti i giovani più brillanti di tutto il mondo, sia per aggiudicarsi un bel gruzzoletto ma soprattutto per farsi conoscere e mettere così un primo tassello di quella che sarà una brillante carriera partendo da questo “trampolino di lancio”, che in 60 anni e passa di storia, ha visto passare imprenditori, ricercatori, inventori e perfino premi Nobel.

«Questi ragazzi scoprono la connessione tra la scienza e i problemi che loro vedono nel mondo, che sia la fame, l’energia, il global warming o problemi di salute di un familiare: hanno la possibilità di mettere in pratica idee nuove in grado di trasformare il mondo», così Wendy Hawkins, direttore esecutivo della Intel Foundation, ha descritto l’impegno dei ragazzi che, quali protagonisti assoluti della manifestazione, riscopriranno la scienza e la metteranno al servizio “del mondo”!

Ma ecco quindi una carrellata delle idee proposte dagli studenti, che hanno partecipato alle “Olimpiadi dei giovani scienziati” della Intel Isef 2012:

  • Jonathan Ciecka e Benjamin Edward Naber di Atlanta, presentano una modellizzazione in 3D, per capire il punto esatto da cui partono gli schizzi di sangue trovati a terra sulla scena di un crimine, grazie ad uno schema matematico, fatto di fili, di numeri e … macchie di vernice rossa ed acqua;
  • Kyle Saleeby, 17enne da Niceville, della Florida, ha studiato un sistema di pesi da applicare sotto l’auto, al fine di controllare e fermare lo slittamento della vettura sulle strade ghiacciate; un progetto testato su piste di pattinaggio ma che a breve sarà testato di fatto in condizioni reali;
  • 3 ragazzi da San Agustin de Atacama, in Cile, hanno affrontato il problema della scarsità d’acqua, sperimentando l’uso dei capelli umani, in virtù del fatto che «Sono gratuiti e si trasformano in biomassa per le piante, avendo la stessa funzione di trattenere l’umidità»;
  • in Giordania 2 studenti di Amman, hanno sfruttano il sale prodotto dal mar Morto per riscaldarlo sotto le lenti di Fresnel per produrre energia;
  • Benjamin Kornick, è stato premiato per il suo studio su “come gestire i rapporti tra genitori e figli su Facebook”, in termini di sicurezza: un’esperienza da lui vissuta purtroppo in prima persona;
  • Ionut Budisteanu, un giovane autodidatta rumeno che con uno zio cieco, ha usato la lingua “per vedere”, mettendo sulla lingua una telecamera con degli impulsi elettrici;
  • Anand Ahuja, da San Antonio, ha studiando il ruolo di inibitore che ha la curcumina per la manifestazione dell’Hiv;
  • Aishwarya Raya, 17enne indiana residente nel New Jersey, ha studiato la curcumina usata nella cucina indiana sotto varie forme, tra cui quella di inibire la formazione dell’Alzheimer;
  • Aldo Cingolani, Roberto Fasano e Andrea Paladini, 18enni italiani, hanno proposto un progetto innovativo di trattamento chimico per rendere carta e tessuti idrorepellenti;
  • Elalim e Jasmine Zen Vukovic, con un modello matematico della melodia musicale e degli spostamenti attraverso la teoria dei grafi, per un inedito percorso musicale nel centro di Olbia.

Una serie di progetti e di idee davvero molto belli, estremamente interessanti ed importanti, che con le “Olimpiadi dei giovani scienziati”, intendono diffondere la cultura scientifica e tecnologica, avvicinando la scienza al quotidiano, scoprendo così la diretta connessione esistente tra la scienza e i problemi nel mondo, come dalle parole di Wendy Hawkins “Vogliamo che i ragazzi abbiano un’opportunità per fare scienza” che tiene a precisare che “… per aziende come Intel è fondamentale che cresca l’offerta di scienziati, che migliori la cultura e l’ecosistema della scienza” e difatti è proprio nelle mani e nei progetti di questi giovani scienziati/inventori che è riposto il domani … di tutto il mondo!

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