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Groupon in crisi: la fine di un modello?
Groupon in crisi: la fine di un modello?

Groupon in crisi: la fine di un modello?

Groupon in crisi: la fine di un modello?

Groupon in crisi: la fine di un modello?

Un italiano su tre ne ha saggiato le potenzialità, allettato dal risparmio. Nel 35% dei casi, però, si è verificato un problema in seguito all’ordine. Siamo di fronte alla fine del sistema Groupon? A mettere in crisi la nota forma di acquisto sociale un’apprezzabile perdita del valore azionario del gruppo, che ha condotto al licenziamento del CEO Andrew Mason, co-fondatore della società.

È lo stesso Mason a dare conferma dell’accaduto: “Dopo quattro meravigliosi anni di lavoro come amministratore delegato di Groupon, ho deciso di passare un po’ più tempo con la mia famiglia. No, scherzo: sono stato appena licenziato. Se vi state chiedendo il motivo, vuol dire che non siete stati abbastanza attenti”. Conti in rosso che nell’ultimo anno hanno toccato quota -81,1 milioni di dollari, risultato peggiore persino dell’anno precedente (-64,4 milioni).

In crisi un modello di business. Malgrado i ricavi siano cresciuti in maniera esponenziale negli ultimi anni, come abbiamo appreso nelle ultime notizie, a scricchiolare è il particolare sistema di e-commerce. Sulla scorta dei dati raccolti da Adoc, il 35% degli utenti ha riscontrato un problema in seguito all’ordine. La colpa è da attribuire, nella gran parte dei casi, agli esercenti. Questione di overbooking: troppi clienti da soddisfare.

Dalle pagine del «Financial Times», che cita le ultime notizie di Opus Research, apprendiamo che meno di un commerciate su due riesce a trarre un profitto dal mondo dei coupon. Per tutti gli altri tali promozioni sono sinonimo di perdita economica. È l’inizio della fine del modello Groupon? Forse sì, e la ragione sarebbe da attribuire proprio alla scarsa attenzione rivolta ai commercianti, almeno secondo l’esperta di e-commerce Sucharita Mulpuru: “A chi non piace lo sconto del 50% su qualcosa? Il problema non è se Groupon fosse appetibile per i compratori: lo è. La questione è come creare un flusso costante di offerte da parte dei commercianti. Mason ha sempre pensato che il cliente di Groupon fosse chi compra i coupon. Ma non è così. Il vero cliente è il commerciante. Groupon si è concentrato sulla persona sbagliata”.

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