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Facebook va in borsa ma teme Yahoo

Ultime notizie da Facebook che, come promesso, si sta preparando a sbarcare in Borsa per il prossimo mese di maggio ma prima di imbarcarsi in questa nuova avventura la creatura di Mark Zuckerberg deve risolvere le attuali beghe legali con Yahoo che li accusa di violare ben 10 brevetti!

Un’accusa importante quella di Yahoo che non ci voleva proprio oggi per FaceBook che, dopo la presentazione dell’IPO, ossia l’Offerta Pubblica Iniziale, alla Borsa di New York, potrebbe vedersi già svalutare il proprio titolo, cosicché per “salvare il salvabile”, da questa settimana l’azienda ha sospeso lo scambio dei titoli sul mercato secondario ed ha presentato nuovi documenti alla SEC, ossia la Securities and Exchange Commission, una sorta dell’italiana Consob, additando la causa legale contro Yahoo ed un possibile rischio per gli investitori.

Una causa che vede Yahoo denunciare la violazione di 10 brevetti legati alla pubblicità, alla protezione della privacy e alla messaggistica chiedendo altresì un’ingiunzione ed il pagamento dei danni da cui Facebook intende difendersi a spada tratta in quella che sarà una disputa legale vera e propria. Se la sentenza dovesse essere negativa per FaceBook, avrebbe gravi ripercussioni per il business dell’azienda … in tutti i sensi, motivo per cui la scorsa settimana il social network ha annunciato di voler acquisire oltre 750 brevetti da IBM, per circa 5 miliardi di dollari: cifra che potrebbe salire fine a 10 miliardi, per conferire alla società, un valore tra 75 e 105 miliardi!

E mentre nel documento presentato alla SEC si legge: “Il 12 marzo, Yahoo! ha depositato una denuncia contro di noi al tribunale federale della California, con l’accusa che un certo numero di nostri prodotti violerebbe una decina di brevetti”, che il gruppo di Sunnyvale, ha rivendicato sostenendo che “tutto il modello della rete di Facebook, che permette agli utenti di creare dei profili e connettersi con altre persone o aziende, si basa sulla tecnologia brevettata da Yahoo! Prima di adottare la tecnologia di Yahoo! (in questo specifico ambito) nel 2008, Facebook era considerato come uno dei siti meno performanti per la pubblicità”, la creatura di Mark Zuckerberg, si dichiara delusa dalla mossa “di un partner commerciale di vecchia data e un’impresa che ha tratto sostanziali benefici dalla sua collaborazione con Facebook”!

E così mentre Yahoo, nato peraltro ben 9 anni prima del re dei social network, con più di 1.000 brevetti, sta vivendo un momento difficile, da cui tenta di uscire puntando sulla loro remunerazione, sottolineano che “l’uso da parte di Facebook di queste tecnologie brevettate ha incrementato i ricavi e la quota di mercato del social network che non ha dovuto recuperare i costi e il tempo impegnati nello sviluppo della tecnologia. Yahoo, invece, ha dovuto sostenere i costi legati allo sviluppo”!

Una causa imperniata in particolare sulle tecnologie News Feed, sui format pubblicitari e sui controlli sulla privacy di Facebook.

Oggi Facebook conta 845 milioni di utenti nel mondo di cui la metà si collega almeno una volta al giorno con un utile di 668 milioni di dollari ed un fatturato di 3,71 miliardi di dollari nel 2011. Yahoo rivendica più di 700 milioni dei visitatori unici mensili e secondo eMarketer la quota di mercato Usa di FaceBook nel settore delle inserzioni pubblicitarie online passerà al 16,8% dal 14% del 2011 mentre quella di Yahoo dovrebbe scendere al 9,1% dal 10,8% dello scorso anno. eMarketer inoltre afferma che “Google e Facebook insieme concentreranno nel 2012 il 33,3% di tutte le spese relative alle inserzioni pubblicitarie e il 38,8% nel 2014″.

Ricordando infine che Yahoo non è nuova ad azioni di questo tipo, avendo già nel 2004 fatto causa (con successo) a Google, guardacaso poco prima che la società sbarcasse in Borsa, denunciando la violazione dei sistemi pay-per-click e di bidding … non resta che vedere, come dalle parole dell’esperto in proprietà intellettuale Clark S. Stone, come questa nuova operazione di business, si chiuderà legalmente.

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