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Cina vs USA: i cyber-attacchi sanciscono una nuova guerra fredda
Cina vs USA: i cyber-attacchi sanciscono una nuova guerra fredda

Cina vs USA: i cyber-attacchi sanciscono una nuova guerra fredda

Cina vs USA: i cyber-attacchi sanciscono una nuova guerra fredda

Cina vs USA: i cyber-attacchi sanciscono una nuova guerra fredda

Cina vs USA. La nuova guerra fredda corre sul filo del Web. È una frontiera destinata a divenire sempre più rilevante sullo scacchiere internazionale, e le super potenze mondiali ne forniscono prova. Continuano le indagini che hanno colpito aziende e istituzioni statunitensi. L’origine del cyber-attacco sarebbe un palazzo dove ha sede l’esercito cinese.

Responsabile della scoperta la società Madiant, ma è un dato non univoco. In altre parole, non è possibile affermare con certezza che il governo cinese abbia portato a segno gli attacchi. Chiunque, in linea di concetto, avrebbe potuto portare a termine l’offensiva, agendo magari di propria iniziativa. C’è poi da considerare l’eventualità dell’errore umano, e che quindi i tecnici Madiant si siano sbagliati. Questioni teoriche sì dirà, ma che, de facto, rendono impossibile qualunque risoluzione finale.

Volendo leggere con un pizzico di malizia, indispensabile in questioni tanto sottili e delicate, la divulgazione delle ultime notizie rilasciate da Madiant, potremmo pensare a un chiaro monito, diretto a Pechino, lanciato da Washington: “se gli attacchi continuano siamo pronti a rispondere”. Sì, perché proprio qualche giorno fa è stato approvato un nuovo piano per la difesa digitale, che concede carta bianca al Presidente.

Secondo l’AD di Mandiant, Kevin Mandia, nessuna ambiguità sulla natura degli attacchi: “o gli attacchi provengono dall’Unità 61398 (l’edificio in questione, nella periferia di Shanghai), o le persone che governano la rete Internet più controllata e monitorata del mondo non hanno idea che migliaia di persone stanno eseguendo attacchi nelle loro periferie”.

Il bottino informatico conquistato, in quasi sette anni di attività, dal gruppo di hacker denominato “Comment Crew” o “Shanghai Group avrebbe sottratto, secondo i giornalisti del New York Times,  “terabyte di dati da aziende come Coca Cola, concentrandosi sempre di più su società legate alle infrastrutture critiche degli USA – la rete elettrica, le linee del gas e gli acquedotti. […] Secondo (Mandiant) l’unità era tra quelle che attaccarono la società di sicurezza RSA, nei cui computer si conservano dati confidenziali del governo e di aziende”. 

Pechino rimanda al mittente ogni accusa, sostenendo di non praticare in alcun modo attività di hacking di sistemi informatici. Anzi, semmai la Cina sarebbe vittima di attacchi che le vengono portati da diversi gruppi residenti negli Stati Uniti. Da presunto carnefice a vittima della prepotenza a stelle e strisce, in base alle ultime notizie. Sarà vero?

Difficile pensare a una battaglia a senso unico. Se è nell’informazione il potere del futuro, la vera atomica capace di orientare indici azionari, bolle speculative e di far saltare i Governi del pianeta, USA e Cina sono nella stessa barca, pur remando in direzioni opposte. Lo scopo è uno solo, detenere le informazioni più pertinenti e preziose. Una battaglia all’ultimo bit. Chiunque vincerà non lo farà certo per il bene dei popoli, al massimo per l’élite che li domina.

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