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Bloccate Cartelle Cliniche: L’Ospedale Paga Riscatto
Ransomware all'attacco

Bloccate Cartelle Cliniche: L’Ospedale Paga Riscatto

Non è certamente il primo caso: si sente parlare spesso di attacchi informatici a strutture pubbliche. Questa volta, ad essere colpito, è stato un ospedale: cartelle cliniche e mail sono state bloccate per giorni mettendo così a rischio l’operatività di un intero ospedale.

Pagare il riscatto, dicono “era il modo più veloce ed efficiente di ripristinare il nostro sistema e le nostre normali funzioni amministrative“. Il pagamento è avvenuto in bitcoin: 40 bitcoin corrispondenti a circa 17mila dollari per riappropriarsi del materiale di prima necessità. Questo è il caso avvenuto a Los Angeles a causa di un attacco cibernetico da parte dei cosiddetti cracker. Quest’ultimi, così rinominati da Richard Stallman, altro non sono che malintenzionati che si intrufolano nel sistema di un’azienda o di strutture e approfittano delle falle del sistema informatico per causare danni e chiedere un enorme riscatto ( come in questo caso) oppure traggono benefici.

Il personale dell’Hollywood Presbyterian Medical Center il 5 febbraio scorso ha iniziato a notare qualcosa di sospetto fino a poi capire che si trattava di un ransomware, un programma che cripta documenti, immagini e qualsiasi tipo di contenuto presente nel pc e li rende totalmente inutilizzabili. L’unica soluzione per riappropriarsi del materiale personale è quello di pagare un riscatto.

Questa tattica sembra essere sottovalutata ma sempre più spesso si sentono attacchi informatici di questo calibro: una tattica diventata ormai “di moda” e facilmente attuabile grazie alle falle di sistema e ai dispositivi sempre più vulnerabili e infettabbili.

Sempre più casi si registrano in America: le strutture pubbliche sono costrette a scendere a ricatti pur di ripristinare la loro normale amministrazione. Pochi mesi fa un altro caso: alcuni dipartimenti di polizia nel Massachusetts, Tennessee, e New Hampshire sono stati costretti a pagare tra i 500 e i 750 dollari per riavere i loro dati.
Anche in Italia, a causa del ransomware CryptoLocker molti comuni italiani si sono trovati a dover pagare il riscatto.

Andrea Zapparoli Manzoni, responsabile della cybersicurezza di Kpmg Italia ci dice : “Nei prossimi anni vedremo sicuramente un aumento di attacchi di questo tipo, e non solo, contro questo genere di sistemi. “Il numero dei colpi informatici è cresciuto enormemente, anche perché la superficie a rischio è sempre più estesa. E alcuni di loro sono diventati davvero sofisticati. Quali sono i settori più in pericolo? Prima di tutto le telecomunicazioni. Al secondo posto, i trasporti e la logistica. Infine, la pubblica amministrazione“.

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